Via Ferrata G. Lipella

 

Gruppo montuoso:
Tofane
Cartina:
Tabacco n° 03
Difficoltà:
Dislivello:
1150 m
Lunghezza:
??? Km
Altitudine min:

2083 m

(Rif. A. Dibona)

Altitudine max:

3225 m

(Tofana di Rozes)

Tempi indicativi : 5 ore
21 settembre 2003

Descrizione tecnica dell 'itinerario

Parcheggio Rif. A. Dibona (2083 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Gallerie del Castelletto (2453 m)

+ 370

442-404

1.00

Attacco Ferrata Lipella (2550 m)

+ 100

Gallerie

0.25

Fine ferrata (3027 m)

+ 500

G. Lipella

2.30

Tofana di Rozes (3225 m)

+ 193

...

0.40

Ex Rifugio Cantore (2542 m)
- 700
202
1.30
Parcheggio Rif. A. Dibona (2083 m)
- 450
403
1.00
Diario

La giornata è davvero fantastica: il sole delle sette del mattino già scalda questo primo giorno d'autunno. Il periodo non è il più adatto per affrontare una ferrata così lunga e con un'unica eventuale via di fuga; ma il tempo è talmente bello che non lascia adito a preoccupazioni. Diversamente da come pensavamo, non siamo i soli ad aver scelto di sfruttare questi ultimi caldi e così, dopo aver salito i sentieri 442 e 404 che ci alzano velocemente a zig-zag, arriviamo all'ingresso delle Gallerie del Castelletto (2453 m) dove una folla di persone si sta preparando con imbraghi, cordini e moschettoni. Con una scala a pioli raggiungiamo l'attacco delle gallerie, all'interno delle quali procediamo con molta cautela con la sola luce della nostra pila a fronte. Esse si sviluppano in verticale per quasi 75 metri con una forma elicoedale; sono state costruite durante la 1° guerra mondiale incredibilmente per mezzo di mine, ma sono state terminate solamente alla fine della guerra così non sono mai state utilizzate a scopo bellico. All'uscita veniamo accecati da una fortissima luce e solo in un secondo momento possiamo godere del vasto panorama: Lagazuoi, Val Travenanzes, Croda da Lago e Cinque Torri. Altri 50 metri di dislivello ed arriviamo finalmente all'attacco della via ferrata G. Lipella. Avanziamo decisi seguendo i cavi di acciaio e veniamo interroti solo dai numerosi escursionisti che nei punti più critici, ma mai impossibili, rallentano formando numerose code...sembra di essere in una autostrada ad agosto: ci si chiede se questa zona, l'Ampezzano, sempre così affollato meriti veramente tanto di più rispetto ad altri luoghi, meno conosciuti ma ugualmente godibili. Tra questi escursionisti raggiungiamo due ragazze che ci chiedono di proseguire insieme anche se non capiamo bene il motivo: hanno bisogno d'aiuto o sono preoccupate per noi? ...so di avere un visetto da giovane...ma non pensavo di dimostrare dodici anni!!! Proseguiamo con loro (e capiamo che sono loro ad aver bisogno!!) fino alle "Tre Dita" (2694 m) dove loro prendono l'unica via di fuga di tutta la ferrata che porta direttamente all'Ex Rifugio Cantore. Da qui in poi la ferrata si fa più impegnativa, sia per la fatica accumulata che per la salita a tratti verticale. In poco meno di un'ora arriviamo alla fine del tratto attrezzato (3027 m) da dove, tolto l'imbrago, prendiamo a salire gli ultimi 200 m di dislivello: l'altitudine qui si fa sentire e con il fiato lungo arriviamo sulla cima della Tofana di Rozès (3225 m). Il panorama è davvero incomaprabile e la vista spazia di 360°: dalle Dolomiti più vicine alle cime più lontane che nominare ora sarebbe lungo e riduttivo.

Dopo un meritato panino (e l'immancabile grappa), prendiamo a scendere in ripida discesa lungo il versante est della Rozes raggiungendo l'Ex Rifugio Cantore e poi attraverso il Vallon, seguendo il sentiero 403, arriviamo alla macchina am soprattutto al Rifugio A. Dibona dove, dopo la giornata trascorsa e la piccola impresa conclusa, la birra è di rito.

Giornata fantastica, ferrata varia, lunga e decisamente soddisfacente

by Gobba

[ Back ] [ Up ] [ Foto ]