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Abbiamo
percorso questo sentiero in senso opposto di come dovrebbe essere fatto
e, così, ve lo racconto. Dal bivio con il sentiero del Cacciatore,
lungo il segnavia 747, ai piedi della Cima della Stanga, si prende la
traccia alta, 742, che taglia il versante est del Cimerlo. Qui comincia
il cavo d'acciaio che facilmente porta alla base di una stretta fessura.
Qui, quasi a carponi, bisogna fare attenzione a non sbattere la testa.
Ora ci troviamo nel versante sud del Cimerlo e la sua cima , sulla nostra
destra, è facilmente raggiungibile in poco meno di 5 minuti.
Il sentiero continua in discesa zigzagando per un prato molto pendente
fino a portarci in una radura verde. Qui il sentiero sembra scomparire,
ma guardandoci un pò attorno, oltre che ad un panorama eccezionale,
scorgiamo un buco sul terreno, dentro il quale ci si deve calare. Il
passaggio, fornito di scale a pioli, è veramente molto stretto
ed una normale persona non ci può passare con lo zaino sulle
spalle. Quindi, bagaglio alla mano, si scendono le scale, si procende
lungo una fessura della roccia e si esce all'interno di quel mondo fantastico
che Dino Buzzati era solito narrare. Si scende ancora, aggirando una
gola selvaggia, coadiuvati da una fune metallica prima, facendo molta
attenzione ai segni rossi poi. Avanzando tra i pinnacoli, a volte su
sfasciumi, a volte su ghiaia, si arriva all'ultimo tratto attrezzato.
Con facili salti si arriva alla base del Cimerlo e si entra nel bosco,
Bosco del Cimerlo appunto. Il ripido sentiero 747 porta rapidamente
ai prati Fosne e quindi alla macchina.
La ferrata è piacevole e si snoda in un scenario roccioso unico
per le Dolomiti. Non è da sottovalutare in quanto, oltre che
ad una certa dimestichezza con la roccia, richiede un buon allenamento
fisico. Ci sono un paio di tratti esposti.
by Gobba
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