| 24.03.07 - Mi
trovo alla Casera Campestrin nel bellissimo gruppo del Sasso del Bosconero.Fuori
nevica e ho fato un sacco di fatica a salire fin qui: non posso negare
di essere parecchio fuori forma, ma sono contento comunque perché
questa mia condizione ha fatto sì di rendere questa semplice
escursione una vera e propria avventura. Ho l’animo alle stelle.
Forse per il fatto di aver percorso parte dell’itinerario in sella
alla mia bici da montagna, mi torna in mente il fantastico fine settimana
che ho trascorso, la scorsa estate, per raggiungere la cima del Pelmo.
E’ la montagna che forse mi è più nel cuore: la
sua forma particolare attrae, interroga e affascina chiunque la guardi,
anche solo distrattamente, salendo dalla Val di Zoldo, o chi si stia
recando nella conca Ampezzana, o, ancora, chi si trovi in una qualsiasi
cima delle Dolomiti Orientali. Il Pelmo è sempre lì che
si fa notare, osservare, ammirare.
Saliti in bici fino al rifugio Venezia, Sara, Calabrones ed io abbiamo
piantato le tende ai piedi della parete sud, trascorrendo ore ad ammirare
la luna piena, che con la sua luce, quasi invadente, “ci”
illuminava l’Antelao e il Sorapis, gli Spiz di Mezzodì
e la Moiazza-Civetta e lui, il Pelmo, in quel momento troppo vicino
per poterlo godere nel totale del suo splendore. Aiutati da una bottiglia
di vino comprata in rifugio e da qualche sorso di grappa, ci buttammo
nei sacchi a pelo aspettando che le lancette dell’orologio avanzassero
per far scattare la sveglia.
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