Pelmo - 3168 m

 

Partenza in MTB Gruppi montuosi:
Dolomiti Bellunesi
Cartine:
Tabacco n°25
Difficoltà:
EEA - II+
Dislivello:
+/- 1600 m
Lunghezza:
10
Altitudine min:

1545 m

(Zoppè di Cadore)

Altitudine max:

3168 m

(Cima Pelmo)

Tempi indicativi : 2 gg
9-10 settembre 2006

9 SETTEMBRE 2006

Descrizione tecnica dell'itinerario

Zoppè di Cadore (1545 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Rif. Venezia - A. De Luca (1946 m)

+ 400 (by MTB)

456-493-471

1.10

Diario

24.03.07 - L'Antelao al tramontoMi trovo alla Casera Campestrin nel bellissimo gruppo del Sasso del Bosconero.Fuori nevica e ho fato un sacco di fatica a salire fin qui: non posso negare di essere parecchio fuori forma, ma sono contento comunque perché questa mia condizione ha fatto sì di rendere questa semplice escursione una vera e propria avventura. Ho l’animo alle stelle.
Forse per il fatto di aver percorso parte dell’itinerario in sella alla mia bici da montagna, mi torna in mente il fantastico fine settimana che ho trascorso, la scorsa estate, per raggiungere la cima del Pelmo. E’ la montagna che forse mi è più nel cuore: la sua forma particolare attrae, interroga e affascina chiunque la guardi, anche solo distrattamente, salendo dalla Val di Zoldo, o chi si stia recando nella conca Ampezzana, o, ancora, chi si trovi in una qualsiasi cima delle Dolomiti Orientali. Il Pelmo è sempre lì che si fa notare, osservare, ammirare.Sotto il Pelmo
Saliti in bici fino al rifugio Venezia, Sara, Calabrones ed io abbiamo piantato le tende ai piedi della parete sud, trascorrendo ore ad ammirare la luna piena, che con la sua luce, quasi invadente, “ci” illuminava l’Antelao e il Sorapis, gli Spiz di Mezzodì e la Moiazza-Civetta e lui, il Pelmo, in quel momento troppo vicino per poterlo godere nel totale del suo splendore. Aiutati da una bottiglia di vino comprata in rifugio e da qualche sorso di grappa, ci buttammo nei sacchi a pelo aspettando che le lancette dell’orologio avanzassero per far scattare la sveglia.

10 SETTEMBRE 2006

Descrizione tecnica dell'itinerario

Rif. Venezia - A. De Luca (1946 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

attacco alla Via Normale (2100 m)

+ 150

480

0.20

Passo del Gatto (2300 m ca)

+ 200

-

0.50

Pelmo (3168 m)

+ 850

-

2.15

Diario

Attacco alla NormaleLa luna era sparita ed il buio totale quando Calabrones ed io ci incamminammo per raggiungere la cengia di Ball, passaggio chiave, nonché obbligato, di tutta la salita. Quanto tempo avevo aspettato per trovare il coraggio per affrontare il fatidico Passo del Gatto! Quante ne avevo sentite, quante ne avevo lette e quante immaginate! Emozionato, e allo stesso tempo deluso, passammo senza particolari problemi. Non è certo un passaggio da sottovalutare e può risultare molto impegnativo per l’escursionista: ma per chi abbia un po’ di pratica di roccia è richiesta solo un po’ di concentrazione.Il famigerato Passo del Gatto La cengia potrebbe, invece, impensierire seriamente qualora fosse bagnata o ghiacciata. Passato il “Gatto” ci trovammo nel fantastico mondo del ventre del Pelmo. Non mi sarei mai aspettato di trovarmi in un simile luogo fatto di mari di sassi. Buzzati deve essersi sbagliato: è questo il vero “deserto dei Tartari”! Vasti mari, racchiusi da spalle di roccia, bianchi e quasi senza senso di esistere. Immensi ghiaioni messi in orizzontale. L’ultima parte di sentiero si articola su di una cresta molto esposta che porta sulla sommità, dove le distese piane di crode vengono controbilanciate dalla parete nord, che in un sol fiato porta 2000 metri più in basso, a ridosso della conca Ampezzana.L'arrivo in vetta Una stretta di mano e un abbraccio tra me e Calabrones sancì il raggiungimento di questo traguardo, piccolo forse, ma non per chi come noi adora questo circo di rocce.
E poi giù, un saluto a Cesta e gli altri amici che salgono, e ancora passo del Gatto, questa volta con le gambe più pesanti, e poi rifugio, tante birre e poi una corsa sfrenata in bicicletta. E il sorriso stampato in volto per parecchi giorni!

 

by Gobba

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