Monte Celo (Zèlo) - 2083 m

 

Gruppi montuosi:
Dolomiti Bellunesi
Cartine:
Tabacco n°25
Difficoltà:
EEA
Dislivello:
+/- 1700 m
Lunghezza:
15
Altitudine min:

583 m

(La Muda)

Altitudine max:

2083 m

(Cima Monte Zèlo)

Tempi indicativi : 2 gg
9 ottobre 2005

9 OTTOBRE 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

La Muda, Agordo, (583 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Forc. Pongol (1549 m)

+ 1000

546-541

2.30

Casera Folega (1545 m)

-

541

0.02

Monte Zèlo (2083 m)

+ 600

...

1.00

Bivio (1500 m)

- 600

...

0.40

La Muda, Agordo, (583 m)

- 1000

541

2.45

Diario

Siamo già arrivati ad Ottobre. E' un periodo agrodolce per le escursioni in montagna. E' troppo tardi, per me, per andare sulle rocce. Non si sa mai che si posa trovare qualche chiazza di ghiaccio o di neve, però è ancor apresto per metter nello zaino picca e ramponi. Ma di luoghi magici ce ne sono anche a quote un poco più basse.Sentiero pendente - testa bruciata! Spessimo ho percorso la valle che da Belluno porta ad Agordo, seguendo il torrente Cordevole e che passa attraverso monti di bosco che si alzano vertiginosi. Sulla sinistra i Monti del Sole, invasi da zecche durante l'estate, e sulla destra... e sulla destra? Bene, ho scelto la meta: il monte Celo o Monte (zèlo), mi fa da guida un libro scritto da Bonetti sul parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Partiamo da La Muda, pochi kilometri da Agordo. Siamo io, Margò ed Albert, nuovo amico del CAA. Saliamo lungo la Val Clusa attraverso un sentierino che si alza a zig zag, e zig zag, e zig zag. Non ci lascia il momento di tirare fiato e nemmeno l'occasione di fermarci, se non in poche occasioni quando gli alberi si diradano per mostrare piccoli scorci sui Monti del Sole o sulla Gardesana. Passiamo, così, quasi due ore, per un totale di quasi 1000 metri, noiosamente.Fuoco relax Finalmente, tutto ad un tratto, il sentiero "pianeggia" e si comincia a godere di panorami molto interessanti e ampi quasi a 360°. La guida descrive questo itinerario "lungo, ben segnato e solitario", motivo principale questo per cui ho scelto di venire qui. Ma arrivati nei pressi della Forcella Pongolo a pochi metri dalla Casera Folega troviamo un gruppo di chiassosi friulani. Per fortuna le nostre direzioni sono opposte e ci troviamo da soli sul bellissimo pianoro della casera: la mia immaginazione mi vede già, la prossima estate, qui in tenda con gli amici. Dopo un po' di riposo torniamo sui nostri passi per qualche minuto e prendiamo il sentiero che ci porterà sulla Cima del Zèlo. Questa via non è segnata nella mia cartina ma sembra essere ben segnata e molto battuta. Fuoco relaxInfatti in un'oretta, attraverso mughi, roccette ed una esposta cengia, arriviamo in cima senza mai aver la possibilità di perdere la traccia. Da qui il panorama si apre veramente tutto intorno a noi, e lo sguardo arriva lontano, oltre la Marmolada ed oltre le Tofane in Ampezzo. Tutte le cime sono innvate e le Pale di San Martino sembrano veramente cariche di neve: peccato che qui ci hanno preceduti i friulani che tra grida e fischi rischiano di rovinarci tale spettacolo. Dopo poco se ne vanno, noi ci facciamo la foto di rito e riprendiamo a scendere: la strada per noi è ancora lunga. Scendiamo per il versante nord attraverso roccette prima, ghiaione e sfasciumi poi. Il Tamer-San Sebastiano si presenta davvero imponente. Arrivati nel bosco troviamo il bivio con il sentiero che arriva dalla casera Folega e prendiamo a sinistra. Proseguiamo quasi in quota attraverso cengie a volte esposte ma mai pericolose e sotto di noi si apre la cittadina di Agordo, ai piedi della quale ci elevano vertiginose le Pale di San Lucano: ho trovato la mia prossima meta! Ritornati sul versante sud il sentiero si trasforma in mulattiera, una volta strada militare, che con continui zig zag ci riporta alla Muda.

Questo anello, sebbene gli accessi presso la valle siano monotoni, offre viste ed omozioni uniche, ma, per essere completo, bisogna salire sulla cima. Giornata fantastica.

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