L'anello dello Spigolo del Velo

Val Canali - Passo di Ball - Cima di Val di Roda - Passo del Porton - Rif. al Velo - Cima della Stanga

Gruppi montuosi:
Pale di San Martino
Cartine:
Tabacco n°22
Difficoltà:
EEA
Dislivello:
+ 1800 m
Lunghezza:
14 Km
Altitudine min:

1326 m

(Prati Fosne)

Altitudine max:

2791 m

(Cima di Val di Roda)

Tempi indicativi : 2 gg
2 / 3 Luglio 2005

2 LULGIO 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

P.ti Fosne, Val Canali, Tonadico (1326 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Rif. Pradidali (2278 m)

+ 1100

719 - 709

2.30

Passo di Ball (2443 m)

+ 100

715

0.40

Forcella Stephen (2680 m)

+ 200

714

0.50

Cima di Val di Roda (2791 m)

+ 110

714

0.30

Passo del Porton (2480 m)

- 300

714

2.00

Rif. Velo della Madonna (2358 m)

+ 50 / -250

739

1.15

Diario

2 LUGLIO 2005: Avevo promesso a Vale di offrirle una cena premio in qualche rifugio per aver concluso nel migliore dei modi l'Anello Zoldano. E visto che abbiamo a disposizione due giorni, decido di approfittarne per fare un po' di strada con la macchina e organizzo un giretto sulle magnifiche Pale di San Martino. Sentiero pendente - testa bruciata!L'anno scorso passai da queste parti percorrendo l'alta via n°2 ma non posso dire di averne goduto in quanto beccammo tre giorni di nebbia e brutto tempo. Daltronde è risaputo che queste montagne sono spesso soggette a nubi e a piogge: qualcuno le definisce il "pisciatoio delle Dolomiti". Ma quando il cielo si apre e loro si mostrano è difficile trovare un'altra vista simile. Dopo aver saputo che il Rif. Pradidali rimane chiuso tutto quest'anno per manutenzione, chiamo il Rif. Velo e prenoto per due: meta fissata. Guardo la cartina e ipotizzo un paio di giri, entrambi i quali potrebbero significare dover offrire una ulteriore cena a Vale, data la loro lunghezza!! Parcheggio l'automobile nella Val Canali nei pressi dei prati Fosne e cominciamo tranquillamente a passeggiare lungo una strada forestale che in leggerissima pendenza porta ai piedi della Val Pradidali. Da qui poi si alza in modo deciso il sentiero che, zigzagando senza tregua, ci alza al Rif. Pradidali. Arriviamo senza particolare fatica e, Fuoco relaxcosa stranisssima per Vale con una sola piccola sosta dissetante: si vedono gli effetti dell'Anello Zoldano!! Il rifugio è chiuso e sventrato: gli unici padroni di questo posto ora sono i gracchi alpini che non perdono l'occasione di rubarci i bocconi caduti a terra dal nostro panino! Ci godiamo un po' il sole che comincia a scaldare, tanto, e l'aria che ci rinfresca, si sta trasformando in "bora"!! Ripartiamo per il passo di Ball, attraversando un caratteristico pianoro sassoso: qui, se ci fosse nebbia sarebbe impossibile trovare la strada giusta, siamo circondati a 360 gradi da cime che si levano sopra di noi con pareti strapiombanti e rocce che sembrano respingerci. Questo è un ottimo terreno per arrampicatori. Noi oggi ci acconteremo di attaccare alcune pareti della Cima di Ball, del Sass Maor e dello Spigolo della Madonna coadiuvati dalle ferrate. Calziamo l'imbrago, foto di rito e siamo sul sentiero Nico Gusella. Durante la facile arrampicata un elicottero vola, procedendo lentamente sotto di noi, quasi alla ricerca di qualcuno: questa sosta ci sveglia da una sorta di trans in cui eravamo caduti in quanto, troppo concentrati su dove appoggiare mani e piedi, non ci eravamo resi conto di essere in un posto fantastico: siamo immersi nel settore occidentale delle pale, sopra la parte sommitale della Val di Roda, di fronte alla Croda di Roda e alla Rosetta. Fuoco relaxCi si sente davvero piccoli! Proseguiamo e siamo velocemente alla forcella Stephen. Abbiamo ancora molto da camminare per arrivare al rifugio, ma una rapida consultazione tra di noi e siamo in cammino verso la Cima di Val di Roda dove, una volta arrivati, godiamo di un panorama unico e quasi emozionante. Come già avevo letto in qualche relazione, da qui sembra possibile saltare da un cima all'altra, da un campanile all'altro. Due voci vicine ma molto distanti catturano la nostra attenzione; ci giriamo e vediamo due scalatori sul Campanile Pradidali. Sono all'ultimo tiro e dalla velocità con cui avanzano si capisce che ormai niente li può più ostacolare: li seguiamo con lo sguardo fino a quando il primo arriva alla campana di vetta. Il silenzio si rompe con i suoi rintocchi tanto stonati quanto pieni di ricordi di antiche conquiste alpinistiche. Mangiamo, senza fretta alcuna come ormai non avviene da molto tempo, il nostro pranzo a base di panini e cioccolate varie, una foto di rito di fronte alla croce di vetta e torniamo sui nostri passi fino alla F.lla Stephen.Fuoco relax Il sentiero è un continuo sali e scendi, immerso nella roccia, che non ci permette di valutare la nostra posizione sulla cartina. Così ogni volta che raggiungiamo una forcella o aggiriamo qualche pinnacolo cerchiamo con lo sguardo il rifugio, assicurazione di essere sulla strada giusta. E finalmente, in cima ad una forcella prativa, vediamo in lontananza il rifugio: ne abbiamo da caminare!!! Scendiamo leggermente, facendoci strada tra le pecore e non tra i camosci come potrebbe sembrare più logico, fino ad arrivare a delle indicazioni che indicano l'inizio della ferrata del Velo. Ci voltiamo e capiamo di essere sotto "Il Porton": disegni assurdi delle roccie!! Proseguiamo lungo la ferrata fino ad arrivare in poco più di 1 ora al rifugio Velo della Madonna. Abbiamo prenotato e, tolto l'imbrago, ci accomodiamo subito nella nostra camerata. La voglia di distenderci è forte, ma, per fortuna, quella di bere una meritata birra lo è ancor di più. La giornata meteorologicamnete è stata stupenda, ed ora, sebbene non ci sia una nuvola, tira un fortissimo vento che ci spinge ad entrare ed ordinare la cena. Intanto il rifugio si è riempito di arrampicatori: questa zona penso sia il loro paradiso!

3 LULGIO 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

Rif. Velo della Madonna (2358 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Cima della Stanga (2550 m)

+ 300

742

0.45

Cima Cimerlo (2505 m)

-250 / + 200

747

1.30

Prati Fosne (1450 m)

- 1050

Sentiero Dino Buzzati

3.00

Macchina (1326 m)

-150

719

0.20

Diario

3 LUGLIO 2005: Puntiamo la sveglia alle 8. Non abbiamo fretta e tantomeno la necessità di alzarci presto. Non vogliamo nemmeno, però, perderci la colazione abbondante che di solito offrono i rifugi. Cosicchè sento la sveglia, mi alzo e vedo Vale che dorme beata. Decido di lasciarla ancora tra le braccia di Polifemo e scendo al bar: nessuno! Sentiero pendente - testa bruciata!Che vergogna: tutti gli ospiti sono già partiti e i gestori chissà dove sono! Convinto di aver perso ormai la mia colazione me ne sto fuori a prendere freddo e a pensare cosa ci fosse di strano. Dopo 40 minuti, intanto ho trovato da chiacchierare, vedo scendere il gestore tutto pieno di sonno che si complimenta con noi per essere così mattinieri...2+2 e ho preso una corsa e sono tornato in branda a godermi altre due ore di sonno! Che pirla!!
Lasciamo il rifugio per le 9.30, gli arrampicatori sono ora davvero tutti partiti, e cominciano già ad arrivare gli ospiti domenicali. Vale oggi non ha una gran voglia di camminare, e così, dopo 20 minuti, siamo già fermi: in fondo nessuno ci corre dietro, penso tra me, e avanziamo con tutta tranquillità. Cominciamo il sentiero attrezzato Dino Buzzati che sale subito tra gole di roccia e con passaggi a volte fiabbeschi, anche se mai difficili. Fuoco relaxSul Cimerlo ci fermiamo a mangiare un panino e ci godiamo alla grande questo luogo solitario e magnifico, in assoluta tranquillità. Mal volentieri ripartiamo, fino a quando, giunti su un prato, arriviamo in un passaggio strettissimo. Ci può passare una persona alla volta e senza zaino. Ma il vero guaio è che in senso di marcia opposto al nostro, c'è un numero tale di persone che devono salire che ci costringe ad una pausa di quasi 45 minuti. Vabbhè!! Scendiamo e ci troviamo nel libro di Buzzati: " <Guarda anche tu Gabriele l'orrendo botro. Belli quei due massi pencolanti con sopre le ghiaie quasi bianche e quella placca nera e giù giù, gli speroni sulla destra> <I Pinnacoli della parte orientale sono ben più caratteristici, hai notato Dino come ci guardavano quando salivamo?> <Sembran figure viventi, sentinelle o aquile accovacciate che stiano per assalirci....>. Questa descrizione calza a pennello.
Scendiamo ai Prati Fosne e quindi alla maccchina: che giornate stupende e fortunate: le Pale libere da nuvole sono rare. Qui bisogna proprio tornarci!!

by Gobba

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