Cima Nord di S. Sebastiano e Viaz dei Cengioni

Gruppi montuosi:
Tamer - San Sebastiano
Cartine:
Tabacco n°25
Difficoltà:
EEA
Dislivello:
+/-1000 m
Lunghezza:
5 Km
Altitudine min:

1600 m

(Passo Duran)

Altitudine max:

2488 m

(Cima Nord di S. Sebastiano)

Tempi indicativi : 6 h
5 Settembre 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

Passo Duran (1600 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

F.lla di S. Sebastiano (2400 m)

+ 800

524

2.00

Cima Nord di S. Sebastiano (2488 m)

+ 90

524

0.20

Bivio (2350 m)

- 140

524

0.20

Passo Duran (1600 m)

+ 200 / - 950

Viaz dei Cengioni

3.00

Diario

L'unico rammarico di questa bellissima e divertente giornata è la macchina fotografica con le batterie scariche! Nemmeno una foto ed occasioni per farne ce ne sarebbero state. Durante tutta la notte di sabato ha piovuto a dirotto e le previsioni per la domenica non erano delle migliori. Ma come al solito lo spirito CAA vuole che la mattina ci si svegli presto lo stesso, si guardi fuori dalla finestra e si speri di vedere il cielo libero da nuvole. E questa volta siamo stati davvero fortunati, anche se qualcuno di noi è sempre molto scettico puntare comunque e sempre la sveglia....!!
Siamo io e Vale, il Boi, il Ciulez, Margò e il Koka. Arriviamo al Passo Duran per le 8.30 e il cappuccino di rito al rifugio ci fa imboccare il sentiero 524 in coda ad una compagnia del CAI di Padova. La nostra marcia viene parecchio rallentata, anzi, spesso fermata. Il problema di muoversi in gruppi molto numerosi è proprio quello di avere una andatura molto lenta. Dopo poco però il capogita ferma l'allegra brigata e noi possiamo passare davanti e tenere la nostra andatura. Il sentiero si snoda in mezzo al bosco e, tranne le radici bagnate, sale tranquillamente fino a quando si arriva sotto il Sasso di Caleda, dove una corda metallica aiuta il passaggio reso un po' ostico dalle pietre scivolose. Dopo poco si esce dal bosco e il panorama si apre su questo bel gruppo. A destra il Tamer e a sinistra la Cima di S. Sebastiano, la nostra meta. Il sentiero prosegue lungo il Van de Caleda, in direzione est, e punta proprio la Cresta Sud di San Sebastiano che divide le due forcelle principali:la Porta e la S. Sebastiano. Qui un paio di targhette metalliche indicano la retta via e ci fanno proseguire per il faticoso ghiaione (un passo avanti e due indietro) fino a raggiungere la F.lla di S. Sebastiano. Già da qui si può godere di un panorama mozzafiato e ne approfittiamo per un pezzo di cioccolato prima dell'ultima fatica. I 100 metri che ci separano dalla cima si snodano lungo la cresta con facili passaggi di I grado su roccette (da tempo volevo scrivere questa frase!!!), che richiedono un po' di attenzione data l'esposizione sulla nostra destra. Da sopra il panorama si apre ancora di più: Pelmo e Antelao, dietro il Sorapis e qualcosa delle Marmarole. Poi il Tamer, a pochi passi da noi, dal quale fanno capolino gli Sfornioi con il Sasso di Bosconero e più giù le Dolomiti del Parco Friulano, presumo il Duranno. A destra tutte le Dolomiti Bellunesi con l'Agner e le Vette Feltrine, poi le Pale di San Martino che nessuno di noi riconosce e infine davanti la Moiazza e il Civetta. E così finiscono i biscotti, la birra e la sigaretta e torniamo sui nostri passi fino poco sotto la forcella dove, con un po' di attenzione, si trova una traccia che taglia il ghiaione e punta, più in sotto, verso un pianoro prativo. Su questo, un cartello indica la giusta direzione per il Viaz dei Cengioni: subito un passaggio in discesa non protetto ed esposto, poi un altro in salita agevolato da dei fittoni con asola per un eventuale corda (secondo me non necessaria) e poi un sali e scendi, un dentro e fuori per le crode del S. Sebastiano. Un secondo passaggio con fittoni: e ancora su e giù fino ad arrivare ai primi mughi: qui il sentiero punta decisamente il paese di Zoldo e sembra portare proprio lì fino a quando non si raggiunge il bosco e la traccia si sposta decisamente verso il Duran. La discesa è terribile e le nostre gambe meritano riposo nel prato sotto la chiesetta del passo: compaiono bottiglie di prosecco, birre, formaggi, speck e porchetta. Ci godiamo l'ultimo sole della giornata fin quando comincia a tempestare.... altra birra al rifugio e poi tutti a casa!

by Gobba

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