Anello Zoldano

Spiz di Mezzodì-Tamer-S. Sebastiano-Moiazza-Civetta-Pelmo-Rite-Bosconero

Gruppi montuosi:
Spiz di Mezzodì-Tamer-S. Sebastiano-Moiazza-Civetta-Pelmo-Rite-Bosconero
Cartine:
Tabacco n°25
Difficoltà:
EEA
Dislivello:
+/- 4150 m
Lunghezza:
80 Km
Altitudine min:

803 m

(P.te S. Giovanni)

Altitudine max:

2300 m

(Col del Vant)

Tempi indicativi : 10 gg
2 / 5 Giugno 2005

2 GIUGNO 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

P.te S. Giovanni, Forno di Zoldo (803 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Forc di Col Pelos (1900 m)

+ 1100

532

3.00

Belvedere (1964 m)

+ 100

532

1.00

Bivacco G. Angelini-Casel Sora'l Sass (1588 m)

- 380

532

0.45

Diario

2 GIUGNO 2005: Già da settembre scorso il programma era stabilito. Non così per i partecipanti all'avventura. Tra amici carichi di impegni ed altri licenziati, ci troviamo ora per la foto di rito della partenza al P.te San Giovanni: siamo Sentiero pendente - testa bruciata!io, Vale e Cesta e già dopo i primi pochi passi gli zaini cominciano a pesare sulle spalle. Come al solito nella sacca abbiamo tutto il necessario e il cibo per le colazioni, 4 pranzi. 3 cene e spuntini vari. I rifugi, in questo periodo dell'anno, sono ancora chiusi. Partiamo allegri, convinti e consapevoli , io e Cesta, allegra, non convinta e inconsapevole Vale. In un'oretta siamo già alla C.ra di Col Marsang, posto incantevole, e subito Cesta si deve togliere la prima zecca. Queste zone sono impestate di questi animaletti e sembra che Cesta se li attiri tutti!! Io e Vale, più pensando all'uovo sodo che al resto, per il momento dovremmo essere salvi. Riprendiamo il cammino e si comincia a salire sul serio: 800 metri senza fiato che ci portano appena sotto le Cime di Col Pelos, e che ci aprono la prima vista agli Spiz di Mezzodì. Dall'altra parte la Val de Doa: la attraversiamo in quota percorrendo il sentiero immerso nei baranci e arriviamo in breve al Belvedere. Durante la guadagnataFuoco relax sosta intravediamo, 300 metri più in sotto, la nostra prima meta: tutto sembra tranquillo e immobile, confermando la nostra previsione sulla chiusura del rifugio. Preparo un "guinzaglio" per Vale e cominciamo a scendere lungo il sentiero attrezzato che senza reali difficoltà ci porta velocemente nel bosco e poi al "Casel Sora'l Sass". Il bivacco invernale rientra nella categoria "fiabbesco" e ci godiamo le ultime ore di luce organizzando la tappa di domani, accendendo un fuoco all'esterno, mangiando un'ottima zuppa di fagioli con pancetta e grana e ammirando il bel panorama che da qui si gode. Vediamo il Tamer e il San Sebastiano sognando il sentiero di domani, guardiamo il Pramper sognando probabili future escursioni. Vale al pensiero di domani si botta a letto. La seguiamo a ruota anche se sono le appena le 8 di sera. Punto la sveglia alle 5.

3 GIUGNO 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

Bivacco G. Angelini-Casel Sora'l Sass (1588 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Val Pramper (1210 m)

- 380

534

1.15

Pian dei Palui (1480 m)

+ 270

sterrata

0.40

Forc. Petorgnon (1700 m)

+ 250

536

0.40

Baita V. Angelini (1680. m)

+ 200 / -200.

536

1.45

Passo Duràn (1601 m)

+100 / -200

536

1.45

Bivacco Grisetti (2050 m)

+ 550 / -100

578

2.15

Diario

3 GIUGNO 2005: La sveglia suona: abbiamo dormito più di 9 ore ma tutti resteremmo volentieri in branda. Sappiamo però che ci aspettano lunghe ore di cammino e le piogga notturna ha spazzato il cielo. Nei pressi della baita V. AngeliniAccendiamo il fornelletto, ci beviamo il thè, prepariamo gli zaini e partiamo. La prima parte di sentiero è tutta in quota e ci permette di scaldarci con calma le gambe. Aggiriamo un masso e ci troviamo, sbattuta in faccia, la parete strapiombante dello Spiz Nord sotto la quale scende il canalone Nord. Il sentiero, fornito di fune metallica, scende per quest'ultimo. Vale è ancorata alla corda con il solito guinzaglio e questa volta ne è contenta: la discesa non è particolarmente difficile ma lo zaino pesante, la roccia bagnata e lo strapiombo a lato la rendono un po' nervosa... Il canalone finisce presto e un camoscio ci indica la continuazione del sentiero. Lui si muove agile, corre senza preoccuparsi molto dei canaloni, dei salti e del caldo che comincia a farsi sentire. Invidiandolo, ci togliamo gli indumenti pesanti e proseguiamo fino alla Val di Pramper. Qui dobbiamo risalire una noiosissima strada forestale, quasi del tutto pianeggiante e, cosa peggiore, zigzagante. Arriviamo al Pian dei Palui e finalmente abbandoniamo la carareccia per seguire il sentiero che ci riporta verso est, sotto il Petorgnon. AlzabandieraDa qui oltrepassiamo il colle con una salita di soli 100 metri di dislivello (pendenza al limite della fattibilità!!) e scendiamo per un canalone buio, scosceso e isolato, poi per una cengia che sembra portare in nessuno posto, un'altra cengia e siamo sul comodo sentiero che porta alla Baita V. Angelini. Dopo una mezz'oretta vediamo il cartello che indica 10 minuti alla casetta...ma non c'è niente da fare: Vale ha una crisi di fame, o di nervi forse, e dobbiamo fermarci per lo spuntino. Sono quasi quattro ore che non mangiamo nulla e forse ha ragione! Ripartiti arriviamo subito all'Angelini e Cesta, che ormai ci aspetta da una buona mezz'ora, ha già i piedi in ammollo nel vicino torrente: tiriamo fuori il piccolo asciugamano dallo zaino e siamo già seduti sui sassi affianco a lui. Da qui al Passo Duran è una lunga passeggiata in quota con viste stupende sul Pelmo e sul gruppo del Bosconero, e senza renderci conto siamo sulla strada. Una meritata birra da mezzo ed un buon piatto di pasta con il sugo al capriolo, poi un'altra birra e una fetta di strudel. E siamo già in marcia per l'ultima fatica del giorno: il bivacco Grisetti è a 2 ore di marcia che con lo stomaco pieno passano in fretta. L'unica preoccupazione che ci assilla tutti e tre è la consapevolezza di non esserci riforniti d'acqua e di non avere la speranza di trovarne nei pressi del bivacco. Infatti ci dobbiamo accontentare di una piccola tazza di thè e non mangiamo per evitare di assetarci. Qui ci troviamo nel Vant della Moiazza, la quale si presenta in tutta la sua maestosità ancora ricoperta di neve qua e là. Alle 7 siamo gà in branda e accoccolati dallo sbattere della bandiera ci addormentiamo. Vale è un po' stanca e domani è il giorno più impegnativo: speren ben!

4 GIUGNO 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

Bivacco Grisetti (2050 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Col del Vant (2300 m)

+ 400 / -150

Angelini

4.00

Rif. Sonino al Coldai (2132 m)

+ 80 / - 200

Tivan

3.00

Passo Staulanza (1776 m)

- 480 / + 80

556-561-568

1.30

Rif. Venezia - A. De Luca (1946 m)

+ 50 / - 250

472

2.30

Diario

4 GIUGNO 2005: sono le 4.30, la sveglia suona e come dei bravi soldati ci alziamo più o meno volentieri. Anche oggi la giornata è ottima e il percorso che abbiamo di fronte entusiasma me e Cesta, preoccupa Vale. TremarellaDopo quasi un'ora dalla partenza troviamo una fonte che, come il più avaro e il più potente degli uomini, libera una goccia d'acqua ogni tanto, il giusto per riempire un litro e mezzo in quasi 30 minuti. Scorgiamo in lontananza tre camosci che si arrampicano letteralmente su per le pareti: riprendiamo il cammino e poco dopo ci troviamo nello stesso loro punto; il primo passaggio difficile, segnato anche sulla guida, accorciamo i bastoncini e come grazia dei camosci cominciamo aiutati dalle mani ad arrampicare sulla roccia. Gli zaini pesanti non agevolano le nostre manovre ma con grande soddisfazione ci troviamo in breve sopra le poche nuvole che si son formate e oltrepassiamo questa barriera. Da qui fino al rifugio Coldai sono 5 ore di sali e scendi, attraversamenti di vant (vedi circo glaciale), passaggi più o meno esposti e pesanti attraversamenti di lingue di neve. Cesta sul nevaioIntanto il cielo si è ricoperto e facciamo l'unico tratto agevolato dalla fune metallica sotto una pioggerrellina silenziosa quanto scivolosa. Anche l'arrivo al Coldai è accompagnato dalla pioggia. Qua ci sono diversi gruppi di ragazzi, qualcuno da Bergamo, con i quali scambiamo due parole e subito ripartiamo. Abbiamo tutti e tre voglia di arrivare al passo Staulanza dove ci attende la birra! Oltrepassiamo alcune piste da sci del comprensorio di Zoldo, risaliamo una strada forestale a tratti asfaltata e siamo al bar: birra e strudel! Siamo ai piedi del Pelmo, il trono di Dio, e con molta venerazione, lo aggiriamo ai suoi piedi fino al rifugio Venezia percorrendo un sentiero comodo e quasi tutto in quota. Il rifugio è chiuso ma il locale invernale è molto accogliente anche se freddo. Ci rilassiamo finalmente con del thè in abbondanza, la zuppetta, lo speck, il formaggio e quant'altro abbiamo caricato nello zaino. La notte piove molto forte ma la cosa non ci preoccupa, anzi ci coccola!! Vale, dopo aver paventato un paio di volte un suo mesto ritorno a casa, è ancora con noi e non capisco se la cosa la inorgogliosisca o se la cosa le pesi!

5 GIUGNO 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

Rif. Venezia - A. De Luca (1946 m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

Rif. G. Talamini (1582 m)

- 450 / + 50

471-493-456

4.00

F.lla Deona o Rite (2053 m)

+ 500 / - 50

494-478

3.00

F.lla Cibiana (1530 m)

- 480 / + 80

556-561-568

1.30

F.lla de le Ciavazole (1994 m)

+ 250

483-485

0.50

Rif. Bosconero (1457 m)

- 550

485

1.00

P.te S. Giovanni, Forno di Zoldo (803 m)

- 680

490-491

1.30

Diario

5 GIUGNO 2005: ancora una volta, l'ultima, la sveglia ci fa alzare poco dopo le 4 e alle 5.30 siamo in marcia. Più ci allontaniamo dal Pelmo meglio riusciamo a goderne le forme. Antelao da posterTriste realtà: vai quanto più vicino possibile alla montagna per viverla, goderne e cercare di farne parte, ma la apprezzi di più quando ne sei distante e puoi ammirarla nella sua totalità. Da qui al rifugio Talamini, posto sotto sequestro, è una lunga camminata noiosa su strada asfaltata in mezzo al bosco: quasi 4 ore di cammino. Dal rifugio, invece parte un bel sentiero verso il M.te Rite, valida alternativa alla solita e frequentata salita dal passo Cibiana. Passo che raggiungiamo in 3 ore e dove ci viziamo ancora della birra e dello strudel. L'arrivo comincia a farsi sentire, sia per la stanchezza accumulata nelle gambe, sia per la voglia di poter dire ce l'ho fatta. Affrontiamo l'ultima salita verso la forcella e scendiamo per il canalone de le Ciavazole. Stiamo sulla destra e la discesa si presenta agevole e divertente. L'anno scorso, viceversa, scendendo sulla sinistra avevamo avuto più di qualche difficoltà. Il rifugio è come al solito incantevole e per lo più aperto. Le due sorelle che gestiscono questo posto sono sempre sorridenti e molto cordiali e tutto ciò non può che invogliarci a bere una birretta. Ghiaione eccitanteL'ultimo tratto di sentiero per arrivare alla macchina e tutto sarà filato liscio...ecco che ovviamente io e Vale sbagliamo a imboccare il sentiero giusto al bivio tra il 490 e il 491. Io che di solito tiro fuori la cartina ad ogni possibile deviazione, anche quelle più improbabili, questa volta via dritto. Me ne rendo subito conto ma tornare indietro risulta pesantino, ancor di più chiederlo a Vale. Telefono a Cesta, che intanto era più avanti di noi, per avvisarlo che saremmo arrivati un chilometro sotto la macchina e che non l'avremmo mai raggiunta data la presenza della galleria tra noi e l'auto. Un po' di amarezza personale per non aver completato l'intero anello...ma tutto sommato 1 km su 80 può starci. Vale è stata invece insuperabile e spero tanto che questa avventura le possa restare nel cuore e nella memoria e che lo abbia fatto anche un poco per lei!!! Queste cose si fanno una volta nella vita: ci sono talmente tanti giri organizzati e tanti altri da organizzare che ci vorrebbe una "vita di vacanza"!!!

by Gobba

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