Tre snowboarder sul M.Guslon

 

Gruppo montuoso:
Col Nudo - Cavallo
Cartina:
Tabacco n° 12
Difficoltà:
BSA
Dislivello:
978 m
Lunghezza:
8 Km
Altitudine min:

1212 m
(M.ga di Pian Grande)

Altitudine max:

2195 m
(M.Guslon)

Tempi indicativi : 4 h
5 marzo 2005

Descrizione tecnica dell'itinerario

M.ga di Pian Grande (1212m)

Dislivello metri

Sentiero

Ore

M.Guslon (2195 m)

+978

3.00

M.ga di Pian Grande (1212m)
-978
Su tracce presenti
1.00
Diario
Negli ultimi due goirni aveva nevicato e sui monti dell'Alpago erano caduti 20-30cm di neve, apparentemente senza vento.
Noi eravamo pronti a partire, avevamo fatto tutte le verifiche del caso, e non vedevamo l'ora di essere in vetta per assaporare le bianche e fresche onde, che si sarebbero alzate dal pendio, giustamente inclinato per far scorrere la tavola.
C'era gia' qualcuno davanti a noi che stava percorrendo la lunga ed erta via che porta sulla vetta del monte. Noi partimmo di slancio come se avessimo avuto il fuoco ai piedi, cercando di seguire alcuni scialpinisti agonisti che si allenavano, con le ciaspe impresa alquanto difficile; il mio cuore non accennava a scendere di giri, dovetti rallentare, e poco dopo fui costretto ad abbandonare i compagni che continuavano a ritmo sostenuto.
La giornata non era fredda come prevedevo e forse stavo soffrendo di ipertermia, avro' ragione di questo solo alla prossima uscita, quando mi vestiro' il minimo indispensabile. La mia ascensione prese un ritmo molto piu' blando e meditativo, avendo piu' tempo per osservare i pendii, gustare le emozioni che ti danno gli spazi aperti verso il cielo come quelli, qualche foto, un goccio d'acqua e poi su lentamente lungo la traccia solcata dagli sci-alpinisti sopra di me, almeno una dozzina. Lo schizzo di rotta che avevo stilato accuratamente, era rimasto nello zaino, esso seguiva la via classica per Nigonella, la piu' usata negli anni 80; oggi pero' salgono tutti sulla costola che sta' tra il canale centrale del versante ovest ed il salto che la divide dalla Valle del Cadin. Potremmo chiamare questa traccia "la via dei Tambresi", essendo che da inizio satgione, nevicata dopo nevicata, gli autoctoni seguono questo percorso piu' diretto verso la vetta; inoltre c'e' da pensare che sia abbastanza sicuro in quanto ogni passaggio compatta la neve e da garanzia che il fondo sia stabile.
Ad un certo punto la traccia si divide in due, noi ciaspolari prendiamo la destra che rasenta le rocce che emergono sull'estremo margine della val del Cadin, mentre gli sci-alpinisti prendono la traccia a sinistra che sale per pendii piu' aperti, forse hanno preferito trovare un fondo piallato anziche' un insieme di avvallamenti dovuti e questi invasori dai piedi grandi; guardando verso il basso e a sinistra ho contato almeno sedici sci-alpinisti, ed ho pensato: "oggi sul Guslon si fa lo skipass"; conti alla mano 16+12+3=31, l'itinerario piu' battuto della stagione.
Siamo in vetta, piccolo spuntino, cambio di assetto, e giu' per il pendio per la massima pendenza. Quella sarebbe stata la miglior surfata della stagione fino ad oggi, dalla vetta alla macchina tutta sulla tavola, solo qualche affondo nella neve e qualche spinta con i bastoncini telescopici sul falsopiano dopo il Pian delle Lastre.
Arriviamo all'auto, la salita e la discesa sono state un successo, ci congratuliamo l'un l'altro, e ci cambiamo in fretta per raggiungere altri lidi, la meritata birra con panino farcito ci attende. Arrivati alla malga Sant'Anna dove ormai siamo degli abitue' la spiacevole sorpresa: aprira' solo alle 15 ed e' appena l'una e mezza.
Optiamo allora per recarci alla birreria in centro a Tambre: l'Old Bank, si dice che una volta fosse una banca. Li' Cesta si intrattiene subito in chiacchere con la padrona, che scopriamo essere un'ottima sci-alpinista, ogni mercoledi', giorno di chiusura, da' appuntamento ai suoi monti per una piacevole salita e discesa su neve non addomesticata. Alla birreria scopriamo con piacere che in paese e' scoppiato un caso: una guida, di ritorno dai monti, aveva sparso la voce che sul Guslon c'erano tre strani tipi con le ciaspe ai piedi e la tavola da snowboard in spalla, e tutti si chiedevano, se ce l'avessero fatta ad arrivare in cima e a scendere con le loro tavole.
Noi ce l'avevamo fatta, e non era neppure la prima volta, a questo punto abbiamo confessato all'oste che i tre snowboarder eravamo noi, suscitando ancor piu' il suo interesse, ci disse che sarebbe stata curiosa di vedere come scende uno snowboarder da un monte come quello; noi non promettemmo niente, ma chi lo sa il primo mercoledi' libero si potrebbe fare un salto a trovarla :-)
Chiusa la parentesi snowboard abbiamo avuto il piacere di conoscere il padre della sci-alpinista che ad ottant'anni passati rimembrava i tempi della sua gioventu' quando esistevano solo due specialita' sugli sci: "il fondo e la libera", lui praticava la libera e nel lontano '38, quando i nostri padri non erano ancora nati, disse, arrivo' secondo alla discesa della Cima Vacche che si faceva in libera dalla vetta fino al limitare del bosco e poi "chi se salva se salva".
Giornata indimenticabile, che alla fine tra brindisi ed evviva e' durata piu' del previsto.

By Calabrones

[ Back ] [ Up ] [ Foto ]