| Dai, dai che manca poco, ancora qualche metro
e siamo arrivati,
sento già l’odore di fumo della stufa. La neve è veramente tanta ce
ne sarà almeno 1 m. solo di fresca, ma per noi del 31 (gruppo salito
alla Campotorondo quel g.) la fatica è alleviata da una “comoda” traccia
battuta il giorno pima da quelli del 30. Lo scenario è favoloso, avanziamo
come Alice nel paese delle meraviglie dentro il vallone di Campotorondo
tra abeti e larici ricolmi di neve. Le Pale di S.Martino sono nostre
compagne di viaggio per buona parte del sentiero. Libidine aggiunta
a libidine. Una voce da dietro mi intima di fermarmi e rivendica la
pausa tè caldo promessa.
Non mi giro per timore di incrociare quello sguardo assassino, meccanicamente
sfilo il termos dalla tasca laterale e riempio un bel bicchiere di tè
fumante. Io : “Bevi Wewa vedrai che ti scalderà” Wewa: “Grrrrr!!!” La
sosta ci fa ricompattare e così approfitto per sentire come va. Maga
– OK Miky – male all’inguine ma tiene Wewa – Grrrr!!! Ma tiene pure
lei. Bene… partiti. Bansson e Ceno junior nel frattempo sono spariti,
richiamati come Jack London dal richamo atavico della…BIRRRA. Improvvisamente
la radiolina comincia a “gracchiare”, ma si, sono Gobba e Fish, siamo
vicini, dai che manca poco. L’arrivo alla casera è trionfale ed il saluto
di benvenuto di “quelli del 30” è particolarmente festaiolo.
Non sarà mica per i 18 litri di birra che ci siamo portati nello zaino?
Nooo!! La Campotorondo è addobbata a festa, pane, salame, muset, faraona,
panettone ecc ecc…danno bella mostra di se sopra la tavola ma ancora
per poco. Sarà un orgia calorica. Il brindisi all’ice-bar attorno al
fuoco, la ciaspolata al chiar di luna con brindisi in sella, i brutti
ma buoni e poi la grappa, e così i ricordi cominciano ad annebbiarsi
le palpebre a farsi pesanti e,e….grrzzzz grrzzzz! E’ stato un capodanno
favoloso. |