| Il "Clanalpian" è nato ,come
ben sapete, a dicembre dello scorso anno durante una bivaccata alla
Casera Roncada; era stato concepito una notte alla Casera Busnik; infine
consolidato alla Casera Casavento la notte di Capodanno. Inutile dire
che le 'bivaccate' fanno parte del DNA
del C.A.A, anzi sono il C.A.A.. Quest'anno, però, vuoi per i
numerosi impegni di ciascuno di noi, vuoi per il calendario 2004 sfortunato
(tutte le festività cadute di domenica), la tanta neve e la poca
voglia, non abbiamo mai passato una notte tra i monti tutti insieme.
Anche questo fine settimana gli sforzi per organizzare qualcosa di simpatico
sono andati perduti e il sabato mattina ci troviamo soli Calabrones
ed io...meglio pochi ecc. ecc.!! Ritrovo a Vittorio, benzina a Sospirolo,
cappucccino a Roncòi (bar in piazza a destra); qui il primo intoppo.
Guardando ammirato la collezione di superalcolici dietro il banco un
flash mi colpisce la testa: ho
dimenticato la grappa a casa. Quando lo riferisco al mio compagno di
avventura, dopo un momento di panico, lui ancora incredulo mi suggerisce,
intima, di comprarla subito. Mezzo litro (misurato con occhio chirurgo!)
e siamo pronti a calzare gli scarponi. Prendiamo il sentiero 851 a Staolet,
all'altezza della teleferica, dove la strada asfaltata finisce. Per
sentiero facile, a tratti ripido, raggiungiamo in poco più di
un'ora il rif. Casera Ere. Foto di rito e siamo già in camino.
Ora il sentiero è più divertente offrendo ora panorami
sul gruppo Tre Pietre-Cimòn e sulla Val Belluna, ora scorci suggestivi
tra affioramenti rocciosi e magri pascoli. Il sentiero è ancora
a tratti coperto da neve; incredibile
se pensiamo al periodo e alla bassa altitudine, siamo a 1500m s.l.m..
Dietro una curva il bivacco, affianco al bivacco un caminetto (esterno),
davanti al caminetto un boschetto con legna da ardere. Davanti al caminetto,
affianco al bivacco, con la legna che arde due amici che si raccontano
"robe da omeni" sperimentando nuovi cibi, "salsiccia
napoletana alla Palia", e bevendo dell'ottima grappa!
La notte passa veloce e la mattina ci svegliamo presto; sempre seguendo
lo stesso sentiero ci dirigiamo verso la cima del Pizzocco: sappiamo
che la salita non è difficile se non per un piccolo tratto dove
bisogna fare attenzione. Ma non arriviamo nemmeno a metà salita
che già non sappiamo da che
parte andare: la neve copriva ancora tutto, sentiero compreso. Decidiamo
allora di unirci alla compagnia di un signore con passo molto sicuro,
sicuro della zona. Arriviamo così al passaggio esposto dove,
a causa della troppa neve, le gambe mie e di Calabrones fanno giacomo-giacomo
e dove decidiamo di abbandonare il signore che insiste nel continuare;
sprofondiamo fino alla vita. Ci voltiamo e, salutando la signora montagna
vincitrice, ci dirigiamo verso la macchina, passando però per
la forc. Intrigos, completando così un bel anello ai piedi del
versante meridionale del Pizzocco. Ammiriamo di incredibili panorami
sul parco Nazionale Bellunese, coronato a nord dalle Dolomiti più
conosciute, sulla pianura e sul "nostro" Visentin. Dopo una
sosta a Casera Campo, posto magico ma pienissimo di zecche, torniamo
alla macchina sconfitti ma felici (ndr.: e con una zecca a testa attaccata
addosso)!!
Un bel anello che la salita al Pizzocco avrebbe reso unico. Torneremo!!
by Gobba
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