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“Che Verta!”, ecco come si può riassumere questa
fantastica ciaspolada da forcella Cibiana fino a le Calade (casera Da
Re Copada).
Tutto nasce dall’idea di fare una semplicissima ciaspolada, l’ultima
dell’anno prima dell’arrivo del caldo, ma che alla fine
si è rivelata, almeno per me, la più bella dell’inverno.
Annche se la giornata non comincia nel migliore dei modi (mi riferisco
al fatto che come sempre c’è qualcuno che arriva abbondandemente
in ritardo, vero pes!?) il tempo è fantastico, redendo incantevoli
gli scenari che ci godremo poi qualche ora più tardi.
Arriviamo in auto fino a forcella Cibiana (presso il rifugio Remauro)
dove, preparati gli affardellamenti vari per la partenza e fatta la
solita foto di rito iniziale, lasciamo la macchina e... via di ciaspe!!!
Prendiamo
il sentiero 483, che partendo da alcune case in prossimità del
rifugio, sale in mezzo al bosco. Questo è talmente pieno di neve
che spesso spesso i segnavia ne sono coperti.
Ad una ventina di minuti dalla partenza troviamo dei toscani che ci
confermano che il percorso cha saremmo andati a fare, di sicuro ci sarebbe
piaciuto.
Fra un susseguirsi di docce di neve gettate dagli alberi, di fantastici
panorami, e di va e vieni dal sentiero principale (grazie alle nostre
ottime qualità orientative riusciamo comunque a trovare la via
maestra), raggiungiamo un quadrivio nei pressi di Pian d’ Angias
(a quota 1873mt) che ci indica la via per la casera scelta.
Da
li alla casera il sentiero risulta essere alquanto esposto ed in alcuni
tratti ghiacciati (gli scivoloni non sono mancati) ma alla grande riusciamo
a superare il “pericolo” e ad arrivare alla casera.
Il bivacco non è niente male, piccolo ma tuttavia accogliente;
in ogni caso preferiamo comunque mangiare fuori visto il fantastico
sole sopra di noi che scalda l’ambiente e che ci permette tra
l’altro di poterci mettere a petto nudo a rifarci un pò
di abbronzatura.
Di fronte a noi le cime de la Pala Anziana continuano a “gettare”
slavine di neve che rendono ancor più entusiasmante lo scenario
che si stanzia di fronte a noi. E’ un vero e prorpio susseguirsi
di slavine ed è veramente fantastico sentire il boato provocato
da quest’ultime che ci circonda.
Riposati e rifocillati decidiamo quindi di far ritorno alla macchina
per il sentiero di salita, ci sarebbe la possibilità di effettuare
il giro dell’anello dello Spiz de San Piero ma, vista l’ora,
decidiamo appunto di intraprendere la via più breve.
Durante il ritorno decidiamo comunque di allungare il cammino ed andiamo
a raggiungere il sentiro 481 che arriva dal Col dei Mas e che si mantiene
più basso rispetto a quello di andata. Anche in questo caso,
chiaramente, la neve copre spesso i segnavia e così alla fin
fine fra salite e discese dobbiamo cercare da soli la via per il ritorno
che, stanchi ma soprattutto entusiasti, riuasciamo finalmente a trovare.
Stancante ma... sicuramente una delle più belle uscite di questo
inverno.
by Maga
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