| Questa escursione, dopo il Giro
delle Bregoline, fa sempre parte del mio "allenamento"
per percorrere la prossima estate l'Alta via del Tiziano: per domani
è prevista una lunga passeggiata con una lunga ferrata. Ci troviamo
in sei sabato
mattina e con tutta calma ci dirigiamo verso la Casera Galvana. Il sentiero
è dapprima una larga mulattiera ma presto si trasforma lungo
il segnavia 908 in un facile ma molto ripido sentiero che si inerpica
nel bosco. Arriviamo alla casera giusto quando comincia a piovere e
così ci chiudiamo dentro e, sfruttando la poca legna presente
nella legnaia, accendiamo un debole fuoco. Mentre io preparo le "costesine"
a macerare nel loro intingolo, con la speranza che presto smetta di
piovere per procurare altra legna, Cesta legge il libro delle firme
e subito trova disegni e scritte dell'ormai conosciutissimo Mauro
Corona. Il grande alpinista è di Erto e questi boschi e queste
montagne sono la sua casa. La nuvole spariscono, Ceno, Ciccione e Cesta
si adoperano subito con sega e accetta mentre Vale e Ueua subito a bere
e mangiare. Dopo essere stati raggiunti anche da Koka e da Griglio passiamo
una piacevole serata e ci mettiamo subito a dormire.
La mattina ci alziamo presto perchè come al solito le mie previsioni
sulle ore da camminare non saranno sicuramente esatte: infatti l'ora
prevista per arrivare al Rifugio Maniago (1730 m) si trasforma in due
ore e trenta di sali e scendi. Al
rifugio ci rinfociliamo velocemente perchè comincia ad annuvolarsi
e in breve non si scorge più un fazzoletto di cielo. Dopo una
piccola riunione decidiamo comunque di proseguire, rassicurati anche
dal gestore del rifugio. Saliamo lungo il sentiero 382 che ci porta
alla Forc.della Spalla (2127 m) e che ci apre un grandioso panorama
sull'Antelao e sulle Marmarole. Da qui attacchiamo la ferrata Sentiero
O. Zandonella che, escludendo un punto dove la corda è inesistente,
è composta da piccole e facili tratte di corda. Per percorrerla
tutta, però, ci vogliono circa 4 ore dati i numerosi
sali e scendi prima sul versante sud, poi sul versante nord per tornare
ancora sul versante sud. Sinceramente, arrivati a metà, non sono
tranquillissimo perchè ci troviamo in mezzo alle nuvole e si
sente in lontananza il frastuono di un temporale. Per fortuna comincia
a piovere solo quando stiamo scendendo lungo un torrente ormai secco
e noiosamente coperto da mughi che velocemente ci porta sul sentiero
374. Haimè arrivati sul sentiero il Ciccione accusa un forte
dolore alla caviglia dovuta alle numerose ore di cammino che abbiamo
alle spalle ed ai pesanti zaini che abbiamo sulle spalle. A turno portiamo
noi il suo "bagaglio" e con calma, quale quella con cui partimmo
ieri, raggiungiamo la macchina.
Una bella passeggiata che però, a causa del tempo e della nostra
poca preparazione fisica è durata un pò troppo! Da rifare
assolutamente.
by Gobba
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