| Eccoci qua, finalmente comincia il nostro
weekend di trekking! E' giovedì mattina, arriviamo a Cimolais
ed entriamo nel Parco delle Dolomiti Friulane, ci attende un’abbondante
mezz’ora di strada dissestata, che ci porta, attraverso la Val
Cimoliana fino al rifugio Pordenone, dove lasciamo la macchina.
Subito prendiamo per il sentiero 370 che sale per un ghiaione. La fatica,
per chi come me non è ancora per niente allenato, si fa sentire.
Ad un certo punto il sentiero esce dal ghiaione, e c’è
la possibilità di andare direttamente alla casera Bregolina Grande,
oppure allungando di poco la strada si può andare alla C.ra Roncada.
Optiamo per la seconda possibilità. La Roncada e situata in cima
ad un pratone, che permette una vista a 270° sui monti circostanti,
e, grazie alla limpida giornata, il panorama è da cartolina.
Ci fermiamo un po’ a rifocillarci, poi via di nuovo per la C.ra
Bregolina Grande. La
casera e completamente ristrutturata e molto ampia, peccato manchino
pentole e stoviglie varie. In ogni caso non siamo impreparati perché
con noi abbiamo una bella griglia per cucinarci la carne ai ferri. Passiamo
la notte qui.
Il giorno successivo puntiamo verso C.ra Pramaggiore. Ci aspetta una
discesa nel bosco fino ai 1400 mt per poi salire lungo una ripida e
scivolosa salita, tra fango e neve, fino ai 1800 mt dove si trova C.ra
Bregolina Piccola, altra casera completamente ristrutturata ma più
piccola della precedente ( come il nome lascia intendere), dove ci riposiamo
un po’.
La casera è posta a sud di una cima, quindi la zona riceve poco
sole, perciò, nonostante sia la fine d’Aprile, qui c’è
ancora molta neve, e procedere è abbastanza faticoso. Arranchiamo
fino alla forcella Dof a 1850mt, dalla quale dobbiamo avventurarci per
una lunga discesa fino a Val Cerosolin, a 1230mt. Decidiamo di fare
una pausa per il pranzo, prima di affrontare l’ultima fatica della
giornata, la salita fino a C.ra Pramaggiore a 1812mt, non prima di aver
passato Val del Clap, a 1861mt. Arriviamo alla metà alle 17:30,
stanchi ma soddisfatti. La Pramaggiore è piccola ma ben fornita
di ogni attrezzatura, e al piano superiore ci sono perfino letti a castello,
con relativa rete metallica.
Passata la notte puntiamo verso forcella Pramaggiore (mt 2295), che
si trova subito dietro alla casera. Arrivati in cima lo spettacolo è
favoloso, la giornata è limpida e soleggiata, perciò la
vista si perde per chilometri tra cime innevate e valli verdeggianti.
Ora non ci resta che scendere dall’altro lato della forcella,
lungo la Valle dell’Inferno. L’impresa non e delle più
facili perché, essendo la valle a nord, è completamente
coperta di neve e ghiaccio.
Il sentiero è completamente coperto, perciò, essendo la
discesa abbastanza ripida siamo costretti a scavarci degli scalini sulla
neve, non senza qualche timore. Ad un certo punto, passati gli speroni
di roccia che fuoriuscivano dalla neve, decidiamo di lasciarci scivolare
giù col sedere, divertendoci una cifra e urlando come pazzi.
Da qui scendiamo poi lungo la valle fino al rifugio Pordenone, dove
la nostra escursione ha termine, e torniamo a casa soddisfatti e anche
un po’ gasati.
by Ceno
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