Lo SkyRunner

Oggi non voglio raccontarvi nessuna impresa in particolare, ma semplicemente fare una riflessione sul significato della parola SkyRunner [skairànnr].
Letteralmente significa "Corridore del cielo", ma non ha nulla a che fare con i miracoli, si tratta di colui il quale corre sulle vette dei monti, sovrastato solo dal blu del cielo.
Tecnicamente lo SkyRunning, la disciplina sportiva dello SkyRunner, consiste nel correre in alta montanga tra i 2.000 ed i 4.000 m, su distanze che normalmente vanno dai 20 ai 42 e più chilometri.

Le competizioni si dividono in:
  • SkyMarathon, che sulla distanza della maratona classica (42,195 Km) raggiunge i 4.000 metri;
  • SkyRace, che può essere più lunga o più corta di una maratona classica che si svolge per la maggior parte sopra i 2.000 metri, ma che raggiunge "soltanto" i 3.000 metri;
  • Il Vertical Kilometer che, come dice il suo stesso nome, ha un dislivello di 1.000 metri ad un altitudine che varia di gara in gara; la distanza è diversa a seconda del tipo di terreno ed è approssimativamente di 3-5 Km. Il Vertical Kilometer permette a molti di farsi una prima idea su che cosa sia lo skyrunning.

Queste sono le specialità riconosciute dalla FSA ("Federation for Sport at Altitude"), federazione nata nel 2001 per promuovere, disciplinare e diffondere lo sport agonistico ad alta quota.

Per essere uno SkyRunner non è necessario cimentarsi in competizioni sportive, ma è sufficiente praticare la corsa in alta montagna; al giorno d'oggi, però, ciò che non è dimostrabile non è vero e ciò che non viene divulgato non esiste; quindi le competizioni sportive diventano per l'amatore dello SkyRunning un modo per diventare corridore accreditato, confrontarsi e condividere esperienze con i suoi simili e lo trasformano così in uno SkyRaceR.

Le origini dello SkyRunning vanno ricercate nell'esasperazione dell'alpinismo, sport puro e spirituale in cui il tempo è una dimensione marginale, e nel tentativo di stabilire dei primati nell'ascensione alle vette; una fusione fra alpinismo e competizione sportiva contro le forze avverse della natura.
Il primo record riportato dalla cronaca risale al 1864, quando Federick Morshead stabilì un primato di 16 ore e mezza per percorrere il tragitto da Chamonix al Monte Bianco e ritorno.
La prima gara ufficiale a 4.000 m si è svolta nel 1933 ed è stata una gara di sci alpinismo, il Trofeo Mezzalama. Dal 1992 ad oggi si stima che più di 10.000 atleti abbiano corso una gara oltre i 4.000 metri di altitudine. Il calendario della FSA conta oggi più di 50 gare e 22 record mondiali oltre i 4.000 m.

Ecco i numeri forniti dalla federazione:

Lo sport
  • 50 Gare del circuito FSA Mondiale
  • 30 Gare oltre i 4.000 metri
  • 18 Gare progettate dalla FSA
  • 23 Record assoluti da 4.000 a 8.000 metri
  • 1700 Atleti di 18 paesi hanno terminato una skymarathon
  • 1° Campionato del mondo nel 1998
  • 1° SkyGames® nel 2000
  • 12000 Atleti all time oltre i 4.000 metri
  • 1° Circuito Mondiale nel 2002 (7 gare con 3.000 atleti di 10 nazioni)
Le ricerche
  • 10 Pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali
  • 12 Comunicazioni a congressi
  • 28 Ricercatori coinvolti
  • 8 Gruppi di ricerca
  • 5 Paesi (USA, GER, GBR, ITA, SUI)
  • 156 Atleti studiati

Ora che vi siete fatti un' idea di cosa sia lo SkyRunning vorrei paragonarlo ad altri tipi di podismo, ovvero la maratona su strada ed il trail running (corsa su sentieri).

La maratona su strada al contrario di ciò che si potrebbe pensare è la cenerentola delle varie discipline facenti parte dell'atletica leggera. Prima degli anni '70-80, i maratoneti erano considerati atleti di serie B. Oggi le cose sono cambiate, e viene riconosciuto il giusto valore al primatista della maratona, il quale corre più di quattro volte la distanza del fondista dei 10.000 ad una velocità media inferiore solo del 10%. L'attuale campione olimpico è il Cavaliere Stefano Baldini, che con la sua straordinaria performance vinse la maratona di Atene l'estate scorsa, congratulazioni al nostro connazionale.
Nel 2003, in Italia, più di 21.000 persone hanno concluso almeno una maratona, e sono state disputate ben 52 maratone competitive su strada; un esercito di corridori di lunga distanza, dalle più svariate prestazioni ed età. A parte le categorie di età codificate dalla FIDAL (Federazione Italiana Atletica Leggera) esistono delle tacite categorie prestazionali, che giudicano la bontà del maratoneta in base alle ore necessarie per terminare la prova: sopra le 4 ore: scarso, sotto le 4 ore medio, sotto le 3 ore buono, sotto le 2h 30' ottimo, intorno alle 2h 10' top runner.
Il segreto per concludere bene una maratona, non dal punto di vista prestativo, ma dal punto di vista dello sforzo compiuto, e quello di trovare il passo giusto da tenere per tutti i 42 Km e mantenerlo più possibile costante! La fisica ci insegna che l'energia cinetica varia con il quadrato della variazione della velocità, quindi per variazioni anche piccole di velocità abbiamo variazioni maggiori di energia cinetica che significa maggiore sforzo per il corridore. La regola è semplice se la vostra andatura da maratona è 6 min/Km o 5 min/Km, dovrete partire a quella velocità ed arrivare alla stessa velocita, cercando di avere meno sbavature possibili, rifornimenti in corsa e la pipì la tenete per la fine della gara. Il maratoneta tipo ha le ossa sottili o bucate, la faccia scavata, e la muscolatura lunga e sottile, non fategli salire un marciapiede in gara perchè potrebbe perdere il ritmo.[Scherzo]

Trail Running significa corsa sui sentieri e rappresenta la corsa nella natura, tra prati, boschi, fiumi, colline e monti; dove, se si è abbastanza silenziosi, si possono fare fortuiti incontri con la fauna selvatica. Il trail runner è un corridore più meditabondo del corridore da strada, lo potremmo definire il corridore Zen, che si bea nell'attreversare silenziosamente la natura per carpirne i suoni, i colori e per scoprirne gli angoli più remoti. Si può giungere al trail running da varie direzioni:

  • i corridori da strada pentiti, che stanchi delle auto, dello smog, del traffico e delle tendiniti, si rifugiano nella frescura dei boschi sui terreni soffici e torbosi;
  • gli esordienti della corsa che aborriscono la auto e il nero asfalto, incominciano a correre direttamente nella natura, trovando questo ambiente ideale;
  • gli escursionisti montani che, traviati dalle mode, hanno abbandonato gli scaproni vibram per le più moderne e tecnologiche calzature basse da AdventureRacing o TrailRunning, e che riducendo le dimensioni ed il peso dei propri zaini hanno scoperto il piacere della corsa.

Parlando della bellezza e della pace interiore che dà il trail running, non ho detto che questo è un tipo di corsa più muscolarmente ed energeticamente impegnativa, come conseguenza di un terreno più vario ed ondulato.
Provate ad immaginare come può cambiare lo sforzo passando dall'asfalto, terreno molto reattivo, allo sterrato, all'erba od addirittura al fango, che oltre ad assorbire le spinte del corridore, è scivoloso; non c'è da dimenticare, poi, che chi si avventura nel trail running presto o tardi si troverà ad affrontare delle colline, se non delle montange, con dislivelli considerevoli, seppur in bassa quota.
Negli ultimi anni in italia si sono diffuse alcune maratone trail che sono state battezzate ECO Maratone, attualmente sono 3 ed una si corre nel vicino Cansiglio, anche detto il bosco dei Dogi. Queste maratone lunghe quanto la maratona classica, hanno dei dislivelli considerevoli che possono toccare i 2000 m, pur partendo da quote prossime al livello del mare, e si svolgono per la maggior parte su sentieri o strade forestali.

Per passare dal Trail Running allo SkyRunning bisogna sicuramente fare un salto di qualità, sia dal punto di vista atletico che tecnico.
Atleticamente bisogna affrontare il problema dell'ipossia (insufficienza d'ossigeno), dovuta all'alta quota, che si manifasta con: una generale sensazione di affaticamento, fiato corto, gambe pesanti ed un cuore reticente a prendere giri. Per superare questo problema è consigliabile l'allenamento in quota, che aiuta ad aumentare la quantità di emoglobina nel sangue.
Tecnicamente le cose si complicano perchè bisogna essere in grado di: correre su tratti esposti, come creste o cenge, affrontare discese ripide o accidentate, dove la stabilità delle caviglie e la coordinazione psicomotoria sono di importanza fondamentale, e per ultimo bisogna avere la capacità di affrontare brevi passaggi su facili roccette (I grado) o assistiti da corde fisse (o attrezzate dall'organizzazione). Si potrebbe riassumere il tutto con la frase "passo sicuro ed assenza di vertigini", che sono le caratteristiche richieste all'escursionista esperto, ma con la differenza che il passo sicuro bisogna averlo correndo. Anche in questo caso il consiglio che dò al principiante, che non sia già naturalmente fornito di queste doti, è di praticare gli ambienti montani che mettano alla prova le sue capacità.

Lo SkyRunning è sicuramente uno sport di nicchia, oserei dire estremo, che però sta richiamando sempre più l'attenzione a livello italiano e mondiale. Anch'io mi sono voluto cimentare nell'ultima "Maratona del Cielo" svoltasi lo scorso 3 Luglio nelle Valli di Corteno concludendola in 7 ore 9' e 45", durante la quale ho scoperto nuovi livelli di sofferenza, che il mio corpo può sopportare.
Noi del C.A.A oltre al trekking, alle altevie, e all'alpinismo classico, ci occupiamo anche di Trail/Sky Running, ed allenandoci costantemente per le gare future siamo disposti ad accogliere nuovi adepti, per provare insieme l'ebbrezza di correre sotto il cielo (scrivi a: calabrones@iol.it).

W lo SkyRunning!

by Calabrones