Cordini per alpinismo: caratteristiche, problematiche e suggerimenti*
Premessa
Il presente lavoro, svolto dalla Commissione Regionale Lombarda Materiali
e Tecniche (CLMT) in sintonia con l'omonima Commissione Centrale (CCMT),
ha lo scopo di analizzare le caratteristiche meccaniche di cordini
più utilizzati in alpinismo, illustrarne le problematiche e
trarre suggerimenti di carattere pratico. Lo studio verrà presentato
in due parti. Nella prima parte verranno analizzati i carichi di rottura
reali di alcuni cordini di diverso materiale in differenti condizioni
operative (asciutti, bagnati e invecchiati) e si valuterà l'effetto
dei nodi più comunemente usati per ricavare un anello chiuso.
Nella seconda parte lo studio analizzerà invece l'effetto di
intaglio in presenza di spigoli per mettere in luce eventuali modi
errati d'utilizzo e tratterà anche della presenza di più
rami in parallelo.
Il miglioramento della sicurezza in montagna mediante un uso più
consapevole dei materiali costituisce la motivazione principale di
questo lavoro.
Risultati ottenuti
[...]
Nella tabella 5 si è analizzato un materiale diverso dal Nylon
e cioè il Kevlar.
Dalla tabella sembrerebbe che il Kevlar sia molto più sensibile
all'effetto nodo rispetto al Nylon (fattori di riduzione più
elevati) e che il carico di rottura di un anello chiuso di Nylon da
7 mm risulti paragonabile a quello di un anello di Kevlar da 5,5 mm
pur essendo il carico di rottura del semplice cordino decisamente
inferiore (1360 kp** del Nylon contro i 1940 kp del Kevlar).
Questo sembra denotare una probabile maggiore sensibilità al
taglio (e probabilmente anche dell'effetto spigolo) del Kevlar rispetto
al Nylon: questo aspetto verrà investigato più a fondo
nel prossimo lavoro.
[...]
Conclusioni
Il lavoro svolto su cordini d'alpinismo in differenti condizioni
operative e su alcuni nodi usati per ricavarne anelli chiusi permette
di fornire semplici suggerimenti pratici quali:
- Utilizzate per il Nylon, il nodo inglese doppio; il nodo triplo aggiunge
solo modesto aumento di resistenza. Per il Kevlar è invece meglio
il nodo inglese triplo.
- Per il Dyneema utilizzate esclusivamente il nodo inglese triplo con
estremità di lunghezza pari ad almeno 20 diametri.
- Non utilizzate per i cordini, il nodo della fettuccia.
- L'indebolimento dovuto all'effetto tranciante del taglio del nodo
è più sensibile sui cordini di diametro elevato.
- L'effetto dell'acqua indebolisce i cordini di Nylon di circa 15%.
- L'invecchiamento dovuto ad un corretto utilizzo, pur indebolendo sensibilmente
il materiale, consente di avere ancora carichi di rottura di anelli
chiusi superiori a 1000 kp (almeno negli anelli provati) ferma restando
l'assenza di tagli, lacerazioni evidenti etc.
Il carico di rottura di un anello chiuso, la cui conoscenza è utile
per un consapevole impiego nella catena di sicurezza, è riassunto
nella seguente tabellina:
Resistenza (Kp)
e caratteristiche di anelli di cordino chiusi |
| materiale |
nodo
di chiusura |
diametro del cordino |
4 |
5 |
5,5 |
6,5 |
7 |
| Nylon |
Inglese doppio |
663 |
1080 |
1280¹ |
1660¹ |
1842 |
| Kevlar |
Inglese triplo |
|
|
1970 |
|
|
| Dyneema |
Inglese triplo |
|
|
|
2052 |
|
Note: *Brano tratto da "LA RIVISTA" bimestrale
del CLUB ALPINO ITALIANO di maggio giugno 2004.
** 1 kp (chilogrammo peso) = 0,981 daN
1: Valore interpolato |